Le cose che restano: al via questa sera su RaiUno la miniserie con Paola Cortellesi, Claudio Santamaria, Ennio Fantastichini e Lorenzo Balducci

Debutta questa sera, in prima serata su RaiUno, la miniserie Le Cose Che Restano, prodotta da Rai Fiction (con la partecipazione di France 2 Cinéma, MFP), scritta da Stefano Rulli e Sandro Petraglia e diretta da Gianluca Maria Tavarelli.

Protagonisti assoluti di queste quattro puntate saranno i talentuosi Paola Cortellesi, Claudio Santamaria, Ennio Fantastichini e Lorenzo Balducci.

Per la trama ed altre informazioni su questa promettente fiction, vi invitiamo a continuare la lettura dopo il salto.

“Le Cose che Restano” è la storia di una famiglia che si divide e di una casa che si svuota, a seguito di un evento doloroso. Ma è anche la storia di come, a poco a poco, la famiglia e la casa ritrovano vita e senso, lasciandosi abitare – e contaminare – da nuove esistenze. Nora, Andrea e Nino reagiscono con fatica e coraggio al disorientamento che li colpisce, cercando – fuori e oltre la famiglia – altri mondi, altri amori, altre spinte a vivere. Accanto ad essi si muovono i nuovi cittadini italiani, uomini e donne tra i venti e i quaranta anni, presi nel giro del lavoro che c’è e non c’è, della responsabilità e della moralità che si appannano, delle guerre che combattiamo senza dire che le combattiamo, dei popoli che vengono a noi dalla povertà e ci interrogano. È una storia che cerca di raccontare chi siamo, cosa siamo diventati, e cosa non vogliamo più essere. Così, questa famiglia che confusamente resiste e faticosamente si ricompone, si fa simbolo di un intero paese alla ricerca di una nuova identità.

La storia, come rivelano i due sceneggiatori, si pone come un ideale seguito de La Vita Che Verrà e La Meglio Gioventù. La prima arrivava agli anni ’60, la seconda fino agli ’80 e quest’ultima fiction prosegue da quegli anni:

A questo punto non ci restava che raccontare – spiega Sandro Petraglia – dopo ‘i nostri padri’ e ‘noi’ anche ‘i nostri figli’, la generazione che oggi va dai venti ai trentacinque anni. Di quest’idea avevamo parlato ad Angelo Barbagallo, però dopo La meglio gioventù per qualche anno non siamo riusciti a trovare una storia, un soggetto, che ci facesse ‘vedere’ i personaggi. Fino al momento in cui abbiamo sentito che potevamo raccontare tre fratelli. Da lì è nato Le cose che restano.

Questo il commento di Paola Cortellesi, una delle protagoniste della miniserie:

Quando mi ha chiamato per Le cose che restano non avevo avuto proprio nessun dubbio. C’era una sceneggiatura scritta da due autori straordinari come Rulli e Petraglia, una storia bellissima secondo me e secondo tutti. Il film affronta indubbiamente un sacco di temi attuali, anche scomodi e non facilissimi da esprimere. Una storia complessa che può accadere, e che magari è accaduta, a persone che noi non conosciamo e chissà se mai le incontreremo?

Claudio Santamaria, invece, a proposito del suo personaggio ha così dichiarato:

Andrea è un omosessuale, che ho interpretato senza il bisogno di caratterizzazioni macchiettistiche da gay. Di solito si tende sempre a ridicolizzare un’omosessualità che ancora non si riesce ad accettare. Il set di Tavarelli era molto armonioso, un’atmosfera da ottimo cinema. È un regista che cura molto la recitazione e ha scelto attori fantastici, con alcuni dei quali avevo già avuto la fortuna di lavorare. Tavarelli ci ha dato la possibilità di recitare con gli sguardi, con i silenzi in una tv che come sappiamo è dominata da i dialoghi a raffica.

Il cast artistico vedrà inoltre protagonisti: Lorenzo Balducci (Nino), Ennio Fantastichini (Pietro), Antonia Liskova (Francesca), Leila Bekhti (Alina), Farida Rahouadj (Shaba), Daniela Giordano (Anita), Alessandro Sperduti (Lorenzo), Valentina D’Agostino (Valentina), Enrico Roccaforte (Vittorio Blasi), Maurilio Leto (Alberto), Karen Ciaurro (Lila), con la partecipazione di Vincenzo Amato (professor Nicolai), Thierry Neuvic (Michel) e Francesco Scianna (Cataldo).

Fotografia: Roberto Forza; Scenografia: Sonia Peng; Costumi: Claudio Cordaro; Suono: Remo Ugolinelli, Fulgenzio Ceccon, Alessandro Palmerini; Montaggio: Alessandro Heffler; Musica: Marco Betta; Direttore di produzione: Ivana Kastratovic; Produttore esecutivo: Gaetano Daniele; Produttore Rai: Fabrizio Zappi.

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