Antonella Clerici e l’accordo RAI: la polemica continua

La polemica nata nei giorni scorsi circa il contratto da 1,8 milioni di euro all’anno per Antonella Clerici – che resterà in Rai per altri due anni – non è destinata placarsi.

Dopo le dichiarazioni di Nino Rizzo Nervo e di Antonio Verro, la diretta interessata ha risposto con una lettera sul Corriere Della Sera:

Caro direttore,
dopo aver letto l’articolo apparso oggi sul suo giornale non me la sono sentita di non replicare alle affermazioni ed ai giudizi espressi dai consiglieri Verro e Rizzo Nervo della Rai sul mio nuovo contratto e sulla mia persona.
Desidero spiegarle perché da una parte io mi senta offesa e dall’altra provi un sentimento di amarezza per l’immagine distorta che ne risulta della mia persona al punto da guastare la gioia e l’entusiasmo che da sempre metto in ciò in cui credo e faccio. Devo il mio successo alla Rai e di questo ne sono orgogliosa e consapevole. A seguito della mia maternità sono rimasta in disparte e anche dopo ho atteso, restando fedele all’Azienda, di poter nuovamente essere utile alla stessa.


E, ancora:

Per dovere verso il mio pubblico e rispetto della verità desidero fare luce su alcuni punti che emergono dall’articolo. Credo di essere stata l’unica artista a rendersi disponibile a lavorare in situazioni più che difficili, accettando una produzione a Napoli, per il solo scopo di permettere alla Rai di ridurre pesantemente i propri costi contribuendo ad un successo economico oltre che ai noti risultati in termini di raccolta pubblicitaria e audience per la mia Azienda. Ho condotto lo scorso Festival di Sanremo profondendo ogni energia ed entusiasmo così contribuendo al successo dell’evento pur rimanendo il conduttore meno pagato nella storia del Festival della Canzone Italiana.

Il tanto criticato contratto in chiusura con la Rai riporta una cifra che è esattamente identica a quella del contratto concluso tre anni fa e che pertanto non tiene conto e non capitalizza in mio favore il risultato economico e di pubblico conseguito dalla Rai per il successo del Festival di Sanremo e del programma «Ti lascio una canzone». L’elenco sarebbe lungo e probabilmente poco interessante come ogni elenco, ma serve a spiegare il sentimento di dispiacere per un’ingiustizia subita in modo così immotivato che dà di me un’immagine tanto diversa da quanto io sono e che mi lascia incredula e profondamente colpita, non senza un sincero disappunto.

Sono certa che dopo tanti anni di appassionata attività il mio pubblico non si berrà accuse così ingiuste e strumentali. Riaffermando i sentimenti di collaborazione e doverosa attenzione verso l’Azienda io, che di questi valori ne ho fatto, con il cuore, una bandiera, desidero porre la parola «fine» a questa spiacevole quanto incresciosa vicenda. Cordiali saluti.

Questa lettera, come potete capire dalla sua conclusione, doveva servire a mettere la parola fine alla vicenda. Così non è stato.

Oggi Rizzo Nervo è tornato sull’argomento:

Nessuna polemica personale con la signora Clerici che considero una risorsa importante della Rai, ma la lettera che ha inviato al Corriere della Sera mi fa ritenere che non abbia colto lo spirito delle mie dichiarazioni e di quelle di Antonio Verro.
La Rai sta affrontando un momento difficile dovuto alla crisi dei ricavi pubblicitari e all’abnorme evasione del canone. Questa situazione determinerà per tutti (amministratori, dirigenti e dipendenti) sacrifici anche in termini economici nel tentativo di raggiungere l’obiettivo del risanamento economico senza mettere a rischio i posti di lavoro. Credo che tutti coloro che dicono di riconoscersi nei valori del servizio pubblico e vogliono difenderne la sopavvivenza debbano fare la loro parte. Ora sottolineare come se fosse un sacrificio,peraltro in passato chiesto ad altri conduttori, che una delle trasmissioni si produrrà a Napoli farà sorridere le migliaia di lavoratori e lavoratrici Rai che ogni giorno macinano chilometri per uno stipendio che, a causa della crisi, a stento li fa arrivare alla fine del mese.

Rizzo Nervo conclude così:

Ho posto, infine, un tema complessivo che non riguarda il singolo artista e che chiederò al consiglio di amministrazione di affrontare alla ripresa dei lavori: se è vero che lo sviluppo dell’offerta del digitale terrestre determinerà un’erosione degli ascolti delle reti generaliste è inevitabile, a risorse costanti, che bisognerà rimodulare investimenti e costi, compresi i contratti per gli artisti esterni, contratti che comunque in molti casi io sono convinto che siano fuori mercato.

Ora si attende un’altra risposta della diretta interessata che, a tutt’oggi, non ha ancora firmato il tanto discusso contratto.

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