Mogol si scaglia contro i talent show: “puntano al profitto e non alla formazione di veri talenti”

Se è vero che artisti non si nasce ma si diventa è altrettanto vero che il successo è figlio dell’impegno e non della televisione. E’ soprattutto di tutte queste scuole che ‘puntano al profitto e non alla formazione di veri talenti.

Mogol

A parlare è Giulio Rapetti, in arte Mogol, storico paroliere italiano, nel corso della terza edizione del “Concerto per la Vita”, l’appuntamento che l’associazione di volontariato ForLife onlus organizza ogni anno.

Queste sono scuole televisive che puntano solo a fare spettacolo. Non si tratta in realtà di vere scuole. Noi che da diciotto anni facciamo didattica seria lo abbiamo compreso sin da subito. Il mondo di oggi, soprattutto quello televisivo, è molto legato al profitto, insegue e viaggia sulla scia della logica del profitto. Non si tratta, attenzione, di una realtà demoniaca, ma il mondo del profitto gioca la sua partita su ciò che può piacere alla gente. Indipendentemente dalla qualità. Quando si cerca il plauso si scende qualitativamente e la cultura fortunatamente si trova sempre un gradino sopra.

E ciascuno dovrebbe fare il suo lavoro: noi preparando gli artisti e loro presentandoli al pubblico. Ma non so se troveremo mai un punto d’incontro. Purtroppo, infatti, oggi in Italia la canzone intesa come espressione di cultura popolare non interessa a nessuno.

Vi trovate d’accordo con lui? Parliamone… [via Il Paese Nuovo]

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