Amici: è davvero una “scuola di perdifia”?

Mentre Amici 9 continua a mietere ascolti e la squadra della Luna vince per la seconda settimana, le critiche non mancano. A scagliarsi contro il talent show condotto da Maria De Filippi questa volta ci ha pensato L’Osservatorio Romano, noto quotidiano religioso.

AmiciDiMaria

A firmare l’articolo in questione sono stati Marcello Filotei e Giuseppe Fiorentino, secondo i quali i reality show, e in particolar modo Amici di Maria De Filippi, sarebbero vere e proprie scuole di perfidia. Vediamo perché:

Sembra quasi che si voglia centrare il bersaglio a ogni costo, per precostituire un successo obbligato. D’altro canto, se l’industria dell’intrattenimento investe così massicciamente in un personaggio non può certo rischiare di fallire, dilapidando enormi risorse finanziarie. Forse anche per questo le inconsapevoli future ‘popstar per un anno’ vengono filtrate in quel crudele imbuto che sono diventati i talent show. Nati con l’intento di dare una possibilità di emergere a chi ha particolari qualità artistiche, sono progressivamente scaduti in vere e proprie scuole di perfidia.


I litigi sono diventati i veri protagonisti e tutto viene fatto in nome di un “ideale” che si chiama audience. Ma l’altra domanda che si pone il quotidiano riguarda la durata del successo di questi concorrenti:

Il loro successo è a scadenza: valido cioè fino a quando gli stessi che li hanno elevati all’onore della cronaca non avranno bisogno di un nuovo fenomeno per alimentare il mercato.

Osservatore-Romano

E su questo punto non possiamo dargli torto del tutto. Troppe sono le “popstar” o presunte tali finite nel dimenticatoio:

La vita nell’ambiente artistico non è contraddistinta da solidarietà e sincera amicizia, ma in alcuni di questi spettacoli – un fenomeno certo non solo italiano – la rivalità esacerbata pare richiesta per contratto. Alessandra Amoroso e gli altri vincitori dei troppi talent show che affollano i palinsesti televisivi saranno felici del loro successo, anche se a scadenza, ma agli altri concorrenti resta il nulla. Ai milioni di telespettatori, adolescenti di tutte le età, resta ancora meno: modelli comportamentali unicamente miranti alla notorietà televisiva. Lo dimostrano le decine di migliaia di persone che partecipano ai casting di trasmissioni per ottenere anche solo una fuggevole comparsata. I più fortunati, potranno fregiarsi dell’ambito titolo di tronisti e magari riusciranno a urlare in diretta improperi solo apparentemente spontanei. Chi non ce la farà dovrà limitarsi a saltare la fila alla posta. Sentendosi autorizzato a farlo e godendosi il suo piccolo momento di successo.

La conclusione è piuttosto amara e, forse, anche condivisibile:

E’ proprio opportuno che adulti artisticamente sulla via del tramonto avviino adolescenti sognanti sulla strada della notorietà a ogni costo?

La parola finale spetta a voi, fan di Amici di Maria e dei talent show in generale. Siete d’accordo col panorama delineato dall’Osservatorio Romano?

[via La Voce D’Italia]

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