AnnoZero: boom di ascolti, boom di polemiche…

La prima puntata di Annozero, in termini di ascolti, si può definire un grande successo: cinque milioni e mezzo di spettatori si sono sintonizzati, giovedì scorso alle 21.05, su Rai Due, facendo ottenere al programma uno share del 22,88%.

AnnoZero

Le polemiche, come al solito, non sono mancate. Cerchiamo di fare un piccolo riepilogo. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha così commentato.

E’ ora di finirla. E’ l’ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull’infamia, sulle porcherie. La televisione non può sostituire le aule dei tribunali, soprattutto quando la magistratura non ha rilevato alcun elemento per aprire inchieste sul presidente del Consiglio. Queste aggressioni sono la risposta disperata alla politica del fare del governo Berlusconi, nell’illusione di sovvertire il risultato elettorale. La politica non può arrendersi a questa logica.


Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl:

Dopo questo avvio del talk show della Rai possiamo misurare fino in fondo quanto sono bugiardi coloro i quali convocano per il 3 ottobre una manifestazione a difesa della libertà di stampa che sarebbe conculcata dal centrodestra. AnnoZero rimane una trasmissione faziosa, contraddittoria con la natura del servizio pubblico. La prima trasmissione della nuova serie è stata costruita dall’inizio alla fine da Santoro per attaccare e diffamare Berlusconi. Travaglio può parlare in diretta televisiva senza contraddittorio. Si tratta di una operazione assolutamente inaccettabile sulla quale va richiamata l’attenzione del direttore generale della Rai, del Consiglio di Amministrazione e della Commissione di Vigilanza.

E non è tutto: il Ministro Gerlimi ha parlato di “insulto a tutti gli Italiani”, Calderoli ha invitato il presidente del consiglio Berlusconi a fare attenzione al fuoco amico, Schifani si è limitato a definire il tutto “gossip”, mentre il diretto interessato, Silvio Berlusconi, ha dichiarato:

Basta, nessuno dovrebbe più partecipare a quella trasmissione, è congegnata come una trappola. Chiunque di noi ci vada sarà sempre massacrato.

La polemica non è certo finita lì. Scajola ha infatti annunciato l’intenzione di convocare i vertici della Rai “per verificare se trasmissioni come Annozero rispettino l’impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un’informazione completa e imparziale“.

Ferme restando le prerogative del Parlamento e della Commissione di Vigilanza, che non ho mai inteso né intendo ledere in alcun modo, faccio presente che è compito del Ministro dello Sviluppo Economico, il quale sovrintende in rappresentanza dello Stato al settore delle Comunicazioni, verificare che l’offerta televisiva sia conforme al contratto di servizio, per quanto riguarda tutela dei cittadini che versano il canone e ai quali va assicurato un adeguato livello culturale nello svolgimento del servizio pubblico radio-televisivo. Ricordo inoltre che proprio nel Contratto di servizio si impegna la Rai a garantire un’offerta di contenuti ‘realizzata nel pieno rispetto delle norme vigenti anche del Codice Etico e di una programmazione di qualita’ rispettosa dell’identità’ valoriale e ideale del nostro Paese, della sensibilita’ dei telespettatori e della tutela dei minori’ (art.2, comma3).

La risposta da parte della Rai non si è fatta attendere. Paolo Garimberti, presidente dell’azienda:

L’attesa era grande. Il buon risultato è frutto anche di questo. E’ stata una trasmissione alla Santoro, nel suo stile classico e comune non do giudizi, non faccio il critico televisivo. Un Travaglio doc, sempre il solito, è il suo stile, il suo modo di fare giornalismo. Queste trasmissioni possono piacere o no ma l’importante è che ci siano. Perché il pluralismo si esercita anche differenziando il tipo di programmi: il telecomando consente di scegliere, e questa è la differenza fondamentale tra la tv pubblica e quella di Stato.

Michele Santoro, dal canto suo, ha così commentato il successo della prima puntata:

Insomma l’informazione deve essere considerata un contrappeso per chi esercita il potere. Questo vuol dire che il pubblico ha espresso una sfiducia nei confronti del governo? Assolutamente no. Ma sicuramente vuol dire che il pubblico chiede una informazione più libera da qualunque tipo di condizionamento politico e soprattutto chiede di avere più informazione.

Come andrà a finire? Lo scopriremo entro breve. Nel frattempo, voi che idea vi siete fatti?

Via | AdnKronos

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