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Qualche settimana fa ci siamo trovati a parlare di pubblicità , del calo di investimenti negli spot pubblicitari e della tentenza a sfruttare il web per promuovere i propri prodotti.
E il discorso non vale solo per le aziende minori, visto che anche Wind, Vodafone, Ferrero e Volkswagen hanno deciso di puntare meno su TV e carta stampata a favore del grande world wide web.
Se ne è parlato nei giorni scorsi, ed in maniera piuttosto esaustiva, sul Sole 24 Ore:
il Web sta assorbendo parte dei budget destinati agli spot televisivi o si aggiunge a questi come voce strategica della pianificazione pubblicitaria? È una vetrina che si presta a “replicare” gli spot trasmessi sul piccolo schermo o richiede il confezionamento di campagne mirate?
Una risposta definitiva non è ancora stata formulata, ma è chiaro che l’advertising on line è ancora un mercato piuttosto giovane e, ovviamente, da non sottovalutare.
Il target degli spot online è ovviamente diverso da quelle televisivo ed è molto più frammentato.
Se con uno spot sulla tv nazionale si riesce a raggiungere un numero piuttosto vasto di possibili acquirenti, grazie ad internet sarebbe possibile costruire delle campagne mirate, settoriali, molto più economiche e sicuramente più d’effetto.
Se la stragrande maggioranza delle aziende si dicono soddisfatte di quello che stanno facendo su Internet e una buona parte dicono di voler crescere gli investimenti pubblicitari in Rete la credibilità del mezzo si commenta da sé. Il Web è interattivo come nessun altro media: si può portare l’utente Internet dove si vuole attraverso tutti gli strumenti a disposizione e anche per questo la dimensione del Web advertising in Italia dovrebbe già essere tre volte tanto il suo valore.
Parola di Carlo Poss, Presidente di Fcp-Assointernet, al quale si accoda Paola Marazzini, Agency Head di Google Italia:
gli investitori sono lenti nel recepire le potenzialità del mezzo Internet perché ancora non hanno ancora la consapevolezza di quanto sia integrato il Web nelle logiche di comunicazione e marketing.
E ancora:
Gli utenti che fruiscono dei due media: recepiscono il messaggio pubblicitario e il brand più in dettaglio e in modo più pervasivo, con una maggiore “intention to buy”: il Web sottintende un approccio “pull” del consumatore verso la campagna mentre la Tv fa leva sul modello “push” e fa da volano, da stimolatore, a quanto si può approfondire sul Web. Che i due media siano sinergici è indubbio.
Fa piacere constatare che, ancora una volta, il grande Nicholas Negroponte aveva ragione.
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