Basta col romanesco in TV: il vice ministro Castelli si sfoga e partono le polemiche

Le dichiarazioni del vice ministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, ha aperto un’accesa discussione destinata ad andare avanti anche nei prossimi giorni.

L’occasione gli è stata data dall’inaugurazione del Polo della Cinematografia Lombarda, la cosiddetta “Cinecittà di Milano” o, come l’ha definita Umberto Bossi, “la nuova Hollywood, che consentirà la realizzazione di film che parlano della Padania e della sua storia“.

RobertoCastelli

Se già questa affermazione vi fa rabbrividire, ecco cosa ha dichiarato Castelli:

Che sia un bergamasco, che sia un altoatesino o un tedesco, comunque parlano tutti in romanesco. È una cosa insopportabile. Dà fastidio, non tanto per una questione localistica o campanilistica, ma è chiaro che il linguaggio è parte essenziale dei personaggi.


Nello specifico parla poi della fiction su Papa Giovanni XXIII:

Era un bergamasco verace e sentirlo parlare con accento romanesco è sbagliato storicamente. Dà fastidio da un punto di vista culturale. Con l’apertura del polo cinematografico lombardo si pongono le premesse per fare un’azione culturale migliore. Quindi in ambientazioni a Milano si parlerà milanese.

FictionGiovanniXXIII

Facile immaginare le polemiche che queste affermazioni hanno scatenato, nel mondo della politica ma anche, e soprattutto, in quello televisivo, che spesso vanno di pari passo.

Voi che ne pensate? C’è davvero troppa “romanità” in TV? Se sì, la cosa vi dà fastidio? Gli utenti del Corriere Della Sera hanno già risposto: il 65% è d’accordo con il vice ministro.

[via Corriere Della Sera]

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